Campagne di Vaccinazione delle Case Farmaceutiche

La polemica sui vaccini continua ad essere molto forte in Italia. La vera e propria psicosi di massa innescata dal timore che essi possano provocare ripercussioni di non poco conto su alcune particolari tipologie di pazienti, ha portato infatti ad un vero e proprio crollo delle vaccinazioni nel nostro Paese.

Di fronte al diniego di fette sempre più larghe della popolazione a sottoporre in particolare i bambini alle vaccinazioni, le case farmaceutiche hanno intensificato la loro offensiva mediatica, trovando una sponda nelle istituzioni sanitarie e politiche.
E’ stato infatti l’Istituto Superiore della Sanità, all’inizio di dicembre del 2015 a lanciare un’allarme, derivante dal vero e proprio crollo registrato per il vaccino antinfluenzale, che ha visto oltre il 30% in meno di persone sottoporsi ad una pratica ritenuta evidentemente ininfluente.
Un allarme prontamente recepito dal Ministero della Salute, tanto da spingere il Direttore Generale Prevenzione, Ranieri Guerra, a minacciare il varo di un provvedimento teso a legare obbligo scolastico e vaccini. Un atto cui si accompagnerebbe poi la fine del rapporto convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale per tutti i medici che fanno parte del fronte anti-vaccinazioni.

Una minaccia lanciata durante l’assise congressuale della Società Italiana di Igiene, tale però da provocare l’immediata reazione del Codacons, che tramite il suo numero uno, Rienzi, si è detto disposto a fare vere e proprie barricate, in particolare denunciando chi voglia imporre una pratica dietro la quale si nasconde solo la brama di guadagno delle imprese farmaceutiche.
Le parole di Rienzi hanno poi trovato una sponda politica nel Movimento 5 Stelle, con Paola Taverna pronta a schierarsi sul fronte contrario all’introduzione della vaccinazione obbligatoria vincolata al diritto allo studio. La stessa parlamentare romana ha voluto ricordare come i vaccini siano utili in alcuni casi ai cittadini, ma in molti altri solo alle imprese del ramo.

In effetti proprio dal Codacons hanno poi ricordato come il motivo della contrarietà non siano i vaccini in sè stessi, ma l’uso improprio che ne viene imposto. Il caso limite è quello riguardante il vaccino contro l’influenza del 2004, poi rivelatosi assolutamente inefficace, non senza prima aver però spostato ingenti risorse nelle capienti casse delle imprese farmaceutiche.
A loro volta, le fonti sanitarie ricordano come solo nel caso dell’influenza, nel 2015 sono stati accertati 163 decessi provocati in modo diretto dal virus, da aggiungere a oltre quattro milioni di persone colpite e costrette a mettersi a letto. Un vero e proprio bollettino di guerra tale da accompagnarsi ai danni economici per il sistema produttivo italiano, se si pensa che in tal modo sono state bruciate oltre dieci milioni di giornate lavorative.

Rottamare l’Auto aiutando l’Ambiente
La questione Gender nelle Scuole