Il Passaggio dal Nido alla Materna

Per i primi anni di vita relazionale all’interno delle strutture scolastiche infantili, il piccolo è cresciuto in un ambiente protetto e ovattato ma il passaggio che sancisce l’autonomia del bambino, è vissuto in genere, sempre con molta apprensione e ansia dai genitori, è infatti uno dei momenti cruciali nella vita di un bambino il passaggio dal nido alla scuola materna, oggi detta Scuola dell’infanzia.

I dubbi principali sono sempre riguardanti gli eventuali pericoli che il figlio dovrà fronteggiare: sarà all’altezza? si ambienterà? riuscirà a difendersi se gli fanno un torto? Queste sono le domande che più frequentemente tormentano le mamme e i papà.

Tuttavia, occorre tranquillizzarsi: un bambino di circa tre anni è perfettamente in grado di gestire le esigenze primarie, come fare i propri bisogni, anche se alcuni portano il pannolino, mangiare da solo e stare seduto composto, allacciare il giubbotto. Nei primi anni di vita hanno imparato il concetto di gruppo e sono portati naturalmente a cercare la compagnia degli altri bambini, adattandosi a stare anche con gli adulti.

Un incentivo, in questo senso, potrebbero essere le classi miste, che stimolano il bambino tramite il confronto con chi è più grande di lui. Questo può incentivare la curiosità e la capacità di mettersi alla prova per superare le difficoltà iniziali. Spesso, quindi, le ansie principali sono proprio quelle dei genitori, i quali, involontariamente, le trasmettono ai figli. Per evitare tutto questo, l’atteggiamento migliore è quello di mostrare tranquillità per la novità che sta per avvenire, magari cominciando a parlarne durante le vacanze estive, raccontando quello che si fa nella scuola dell’infanzia, i nuovi amici che potranno esserci e l’importanza di imparare cose nuove.

Inoltre, il bambino viene aiutato anche se lo responsabilizza facendolo vestire da solo, insegnargli ad apparecchiare e sparecchiare e cercando di aiutarlo ad acquisire la maggiore autonomia possibile. Tuttavia, è fondamentale rispettare i suoi tempi, non mettendogli mai fretta in quanto tutto dev’essere visto come un gioco e non come un’imposizione.

Il primo giorno di scuola è, in genere, il più difficile in quanto l’ansia del distacco avvertita dal genitore, viene trasmessa quasi sempre al bambino che si sentirà abbandonato in un ambiente che non conosce.

In questo caso, è fondamentale mostrarsi sereni e tranquilli, evitare di portare il bambino in braccio ma accompagnarlo a scuola e presentargli subito le maestre. E’ importante instaurare un rapporto di fiducia con le insegnanti per operare insieme, in modo da rendere questo passaggio meno traumatico.

Inutile dire al bambino che si torna a prenderlo “tra poco” o che si va a “sbrigare una commissione”, in quanto non è ancora sviluppato il senso del tempo e capirebbe subito che si tratta di una bugia, ponendosi in modo negativo nei confronti della scuola. I genitori dovranno superare il senso di colpa salutando il proprio figlio in maniera dolce ma ferma, e allontanarsi rapidamente. Dopo un primo momento di comprensibile disorientamento, il bambino comincerà a guardarsi intorno e non impiegherà molto tempo per cominciare a familiarizzare con gli altri bambini.

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