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La questione Gender nelle Scuole

Recentemente si è parlato molto della teoria gender e di come introdurre questo discorso abbastanza delicato a bambini e ragazzi delle scuole. Dopo l’ultima riforma della scuola, l’introduzione di una materia chiamata “educazione di genere” ha dato voce a molti dibattiti di varia natura: ma cos’è esattamente il gender? Come possiamo parlarne in modo semplice agli alunni? Cerchiamo di capirne di più.

Miti e leggende della teoria del gender

La verità è che la cosiddetta “teoria gender”, in sostanza, non esiste: non ci sono veri e propri filoni di pensiero a cui ricondursi per elaborare una teoria a tutti gli effetti. Più che altro, è nata la definizione, dietro alla quale non c’è altro che un marasma di idee confuse e spesso discordanti: è bastata l’introduzione della fantomatica materia scolastica sopracitata a dare vita a tutto ciò. Prima, addirittura, la parola gender non esisteva nemmeno; tutt’ora non ha un significato ben definito, tuttavia riguarda in senso lato tutta la branca dei cosiddetti studi di genere.

Il gender: il rosa e l’azzurro messi a confronto

Per spiegare appunto questa inesistente teoria a bambini e ragazzi, o meglio, per farli riflettere sulle differenze di genere tra maschietti e femminucce. Innanzitutto, bisogna fare una prima distinzione tra sesso e genere. Il sesso è un dato biologico: o si nasce maschio o femmina, e la differenza è data esclusivamente dalla presenza di attributi sessuali femminili o maschili. Il genere, al contrario, va a colpire la sfera sociale: il sesso non è sufficiente per definire la personalità di un individuo, il quale deve essere totalmente libero di scegliere, fin dai primi anni di vita, se preferire il rosa o l’azzurro, le macchinine o le bambole, la danza o il calcio.

Inoltre, recenti studi antropologici hanno dimostrato che esistono almeno cinquanta parole per definire il genere di una persona: si parte dai più comuni termini come eterosessuale, bisessuale ed omosessuale e si arriva a vocaboli più complessi e derivati come cis-gender, gender fluid o, ad esempio, male to female.

Quindi come va affrontato il tema Gender nelle scuole?

Non vanno fatte imposizioni di alcun tipo: i bambini sono ancora delicati e spesso fin troppo sensibili a ciò che viene loro spiegato. Bisogna, più che altro, insegnare loro a ragionare con la propria testa e con il proprio cuore: è pur vero che la maggiorparte dei bambini cresce emulando il modello della mamma se femminuccia o del papà se maschietto, ma può anche darsi che, ad esempio, una bambina sia più interessata a riparare la macchina piuttosto che a cucinare. E’ buona cosa, dunque, incoraggiare bambini e ragazzi a seguire le proprie inclinazioni, senza fermarsi di fronte a paletti e pregiudizi.

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