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Le materie Sociali e l’apporto dei Genitori a Casa

La scuola ha un compito fondamentale per lo sviluppo della coscienza critica nei giovani, in particolare negli adolescenti, che si trovano ad affrontare uno dei passaggi più difficili della vita, che ha a che fare con la formazione della consapevolezza di sé, con il cambiamento e con un rinnovato senso della relazione con gli altri e con il mondo.
Ma è indiscutibile, in questa fase, l’importanza del supporto dei genitori e della famiglia al di là delle ore scolastiche, soprattutto per quanto riguarda tematiche che hanno a che fare con argomenti sempre più controversi, come le materie sociali, il diritto, la religione.
Alla luce dei recenti, terribili, avvenimenti che vedono sempre più compromesso il normale svolgimento della vita quotidiana, sottoposta alla minaccia di un terrore che persino gli adulti stentano a definire nelle sue complesse sfaccettature e alle ormai conclamate risoluzioni di guerra da parte dei governi degli Stati europei, diventa fondamentale un dialogo con bambini e adolescenti che miri a rendere meno angosciante l’incontro con il mondo attuale, nelle sue molteplici e complesse sfaccettature.
Se la scuola rappresenta, nonostante le difficoltà che è chiamata ad affrontare quotidianamente, un baluardo contro la solitudine delle famiglie in questo difficile compito, è proprio nella vita domestica e quotidiana che queste tematiche hanno il loro banco di prova.
Basta uscire per strada, in una qualunque delle nostre città, e i nostri adolescenti si troveranno immersi in questa complessità a ogni passo, a ogni angolo. Basta accendere il televisore o collegarsi a internet e ci si ritrova a dover interpretare un pressante carosello mediatico, fatto di immagini, parole e suoni a cui dover attribuire un significato e un senso.
Come possono dunque i genitori cooperare in maniera consapevole con gli insegnati e con le strutture scolastiche di riferimento nell’afforntare i temi sociali e offrire ai propri figli un ulteriore aiuto alla comprensione della realtà?
Innanzitutto con una presenza attenta e vigile durante le ore trascorse con i propri figli a casa. Spiegando, confrontandosi con loro senza pregiudizi e, soprattutto, ascoltando. Ciò sarebbe già sufficiente a ridurre la sensazione di incertezza e di discontinuità tra l’istituzione scolastica e la famiglia che, talvolta, minaccia un sereno rapporto con gli insegnanti o, viceversa, con i genitori.
È possibile, inoltre, un intervento diretto e integrato con la scuola da parte delle famiglie.
Gli strumenti istituzionali offerti sono molteplici e le più recenti produzioni normative in merito offrono come chiavi proprio le parole partecipazione, cooperazione, partenariato scuola-famiglia. L’associazionismo che vede impegnati gruppi di genitori e che collabora all’offerta formativa in modi molteplici, è una realtà che va oltre gli organi collegiali composti da rappresentanti interni ed esterni e forse andrebbe rafforzato, incentivato e favorito.
Un grande beneficio ricadrebbe immediatamente sulla qualità complessiva della formazione dell’adolescente, ma non solo, sarebbe un potente agente di coesione comunitaria, sociale e umana.

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