Ronde di Quartiere

Le Ronde di Quartiere contro la Criminalità

La mancanza di sicurezza che caratterizza in particolare i grandi centri urbani, ha spinto negli ultimi tempi sempre più cittadini esasperati a decidere di organizzare ronde di quartiere.

Uno dei casi più eclatanti degli ultimi tempi è stato quello che ha visto protagonisti i cittadini della Bolognina, il quartiere di Bologna già noto alle cronache per aver fatto da teatro alla famosa svolta con cui Achille Occhetto decise di abbandonare il comunismo, dando vita al Partito Democratico della Sinistra. In questo quartiere, storicamente orientato a sinistra, cittadini e commercianti hanno deciso di rispondere alla mancanza di sicurezza dando vita appunto a quelle ronde di quartiere che pure sono state a lungo indicate come un cavallo di battaglia della destra.

Il degrado in atto alla Bolognina, testimoniato da centinaia di arresti e oltre 350 denunce per episodi di microcriminalità nel corso del 2015, hanno addirittura spinto l’amministrazione comunale ad evocare l’intervento dell’esercito.
La mancanza di risposte puntuali, ha però infine convinto i cittadini ad assumere l’iniziativa, con l’organizzazione di ronde notturne istituite con il preciso compito di segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di persone sospette.

Una risposta che è stata però stigmatizzata da Riccardo Malagoli, Assessore alla Sicurezza del capoluogo petroniano, secondo il quale i problemi non possono essere risolti per questa via. Preoccupazioni comunque non condivise dal prefetto Ennio Maria Sodano, il quale ha dal canto suo chiesto ai partecipanti di muoversi nell’alveo della legalità.
Va infatti ricordato al proposito come le ronde di quartiere siano oggetto di un decreto emanato nel 2009 dall’allora Ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni. Il provvedimento in questione prevede in particolare che vengano regolarmente registrate in uno specifico albo, provvedendo inoltre a specificare come intendano portare avanti il loro operato.

Va infatti specificato che proprio la nascita di un fenomeno simile ha posto problemi di non facile soluzione, anche a livello legislativo. Basti pensare al riguardo a quanto accaduto a Genova nel maggio del 2015, nel corso di un inseguimento avvenuto all’interno del quartiere Staglieno, terminato con il ricovero di un ladro di origini bosniache all’ospedale, dopo una caduta al termine della quale il malvivente ha battuto la testa, entrando in coma.
Le ronde di quartiere sembrano quindi destinate a caratterizzare il dibattito politico ancora per molto tempo, soprattutto in considerazione delle proporzioni assunte da un fenomeno migratorio sempre più accentuato. Un fenomeno che va a scaricarsi soprattutto sulle periferie urbane, ovvero su parti delle nostre città che già vivono drammaticamente problemi di emarginazione e microcriminalità. Un combinato disposto che, ove non adeguatamente affrontato, potrebbe infine deflagrare con conseguenze di grande portata.

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