Progetto Marchi di Qualità
Un marchio di qualità per salvare e valorizzare i prodotti agroalimentari e artigianali che rischiano di scomparire o di perdere le proprie caratteristiche tradizionali, insidiati dalla concorrenza sleale di imitazioni a basso costo. La Camera di commercio di Cagliari - attraverso il Centro Servizi Promozionali per le Imprese - ha aderito ad un ambizioso progetto nazionale per la tutela di una lunga lista di prodotti-simbolo nel patrimonio delle regioni d'Italia.
Il marchio di qualità certificata della Camera di commercio di Cagliari consiste in in una Q maiuscola su sfondo bianco e riporta, nella parte inferiore, le parole agroalimentare tipico oppure artigianato tipico, differenziandosi in questo modo per i due settori.
Nella prima fase del progetto è stato creato un marchio collettivo per la salvaguardia di tre prodotti agroalimentari e due prodotti artigianali tradizionali tipici della Sardegna e - in alcuni casi - della provincia di Cagliari in particolare. Sono stati scelti:
- il miele di corbezzolo,
- l'amaretto campidanese,
- il civraxiu,
- i cestini di Sinnai,
- il coltello di Guspini.
Nel corso del secondo anno del progetto, la gamma dei prodotti è stata ampliata con altri due dell'agroalimentare e due del settore artigianato:
- le arance e clementine di Muravera,
- la panada di Assemini,
- i tessuti di Villamassargia,
- la filigrana tradizionale sarda.
Per ciascun prodotto tipico è stato preparato un disciplinare di produzione che descrive le caratteristiche fisiche, chimiche e organolettiche, le caratteristiche e le quantità delle materie prime da utilizzare, nonché il dettaglio delle tecniche di lavorazione tradizionali (attrezzature, tempi, temperature, procedure da rispettare).
Le informazioni per la elaborazione dei disciplinari sono state raccolte attraverso interviste agli artigiani del settore e con la collaborazione delle associazioni di categoria (come l'Associazione panificatori e i Produttori apistici associati della provincia di Cagliari) e di alcune organizzazioni ed enti, tra cui l'ERSAT, il CRAS, il Comune di Sinnai, il Comune di Villamassargia, il Comitato promotore per la richiesta del marchio di qualità arance e clementine di Muravera, la Comunità Montana XXIII, il Comune di Guspini e l'Università di Cagliari (Facoltà di Economia e Commercio, Dipartimento di Economia dell'impresa, della tecnologia, dell'ambiente).
Dopo il completamento e l'approvazione dei disciplinari, è stato elaborato un regolamento d'uso del marchio, che la Camera di commercio ha presentato all'Ufficio Marchi e Brevetti per la registrazione. I produttori interessati ad utilizzare il marchio si dovranno impegnare a produrre nel rispetto del disciplinare ed a consentire i controlli sulla sua corretta applicazione.
Il controllo sull'uso del marchio è stato affidato dalla Camera di commercio al Centro Servizi Promozionali per le Imprese, che si avvarrà della collaborazione del DINTEC (società consortile tra Unioncamere ed ENEA, impegnata nella diffusione di informazioni sulla normativa tecnica), di Agroqualità e del Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna.
I primi risultati del progetto Marchi di Qualità erano stati presentati nel marzo 2004 a Cagliari in occasione di un incontro-dibattito sul tema "Strumenti di valorizzazione e promozione dei prodotti tipici locali". Successivamente il Centro Servizi Promozionali per le Imprese ha continuato a coordinare le iniziative per far conoscere e promuovere il marchio di qualità ed i prodotti tutelati, anche attraverso la partecipazione a fiere e mostre. Attualmente è in preparazione una pubblicazione che - partendo dalla progettazione del marchio di qualità certificata della Camera di commercio di Cagliari - spiegherà la funzione e il valore dei marchi collettivi, le modalità per usufruirne e le peculiarità dei prodotti soggetti a marchio.
A breve un bando avvierà l'attività di registrazione e controllo. Per tutti i prodotti soggetti a marchio, le aziende interessate potranno presentare domanda di adesione al progetto. Per ottenere maggiori informazioni è sufficiente compilare la scheda disponibile sul sito.
Dopo una verifica della conformità al disciplinare di produzione, ogni azienda sarà iscritta nel registro e potrà affiancare il marchio collettivo della Camera di commercio al proprio marchio d'impresa.
I progetti per la creazione di "Marchi di qualità per prodotti tradizionali agroalimentari" e "Marchi di qualità per prodotti tradizionali artigianali" sono finanziati dall'Unioncamere e dalla Camera di commercio di Cagliari.
I prodotti che utilizzeranno il marchio
Il civraxiu è un pane tradizionale, originario probabilmente di Sanluri - nel Campidano di Cagliari - e poi diffuso in molte aree della Sardegna, anche se talvolta con nomi differenti. Un tempo era il pane più comune, preparato settimanalmente nelle case contadine per il consumo giornaliero. L'aspetto è quello di una pagnotta abbastanza soffice, con la crosta ruvida. Il pane civraxiu identificato dal marchio di qualità della Camera di commercio di Cagliari è prodotto artigianalmente utilizzando esclusivamente grano duro sardo, con un processo di lievitazione naturale che ne garantisce il particolare aroma e la lunga durata.
La Sardegna rappresenta l'ambiente ideale per la raccolta del miele di corbezzolo. Il clima mite nel periodo della fioritura (da ottobre a gennaio) consente alle api di produrre nonostante la stagione invernale. La presenza del marchio di qualità della Camera di commercio garantisce - sulla base di rigorosi controlli di laboratorio - che si tratti effettivamente di miele uniflorale di corbezzolo (cioè che non sia stato mescolato a mieli diversi) e che presenti elevate caratteristiche qualitative, igieniche e di purezza.
La ricetta tradizionale dell'amaretto campidanese non prevede l'uso di farine, semole o di mandorle armelline (l'interno del nocciolo dell'albicocca): tutti ingredienti utilizzati invece frequentemente nella produzione dell'amaretto generico. La presenza del marchio di qualità della Camera di commercio garantisce l'elevato livello qualitativo del prodotto ed il rispetto dell'antica ricetta tradizionale. L'amaretto campidanese che riporta il marchio di qualità è prodotto con mandorle vere e non contiene farina, semola ed organismi geneticamente notificati.
La panada di Assemini è uno tra i più caratteristici prodotti dell'arte culinaria del Cagliaritano. Nato come un semplice involucro di pasta con la caratteristica forma a pentola, che racchiude un ripieno a base di anguille o di carne d'agnello, è presente nei numerosissimi e tradizionali forni e nei menù della ristorazione locale. Sa panada identificata dal marchio collettivo della Camera di commercio di cagliari è preparata secondo la tradizione di Assemini, nel rispetto della tradizione per la scelta degli ingredienti e le tecniche artigianali di produzione.
La piana del Sarrabus, racchiusa tra la foce del Flumendosa e quella del rio Picocca, nella Sardegna sud-orientale, offre terreni di cui di tipo alluvionale, fertili, soffici, ben areati, e un microclima ideale per la coltivazione di agrumi pregiati. Muravera è uno dei centri principali. Tra le varietà di agrumi prodotte nella zona ricordiamo l'arancia Washington Navel, la Thompson Navel, la Naveline, il Tarocco e le Clementine.
La produzione dei coltelli a Guspini ha una storia secolare, strettamente legata al bacino minerario ed alle relative conoscenze metallurgiche e di lavorazione dei metalli. Il coltello di Guspini, noto anche come guspinese, nel corso del tempo si è differenziato in due tipologie, di cui una a lama tronca. I coltellinai guspinesi che aderiscono al marchio di qualità della Camera di commercio adottano una tecnologia produttiva artigianale manuale e garantiscono sia l'alta qualità delle materie prime impiegate sia un prodotto con elevate caratteristiche funzionali ed estetiche.
Storicamente i cestini in giunco e fieno prodotti a Sinnai sono riconosciuti in tutta la Sardegna come un prodotto di qualità. Il loro utilizzo è cambiato nel tempo: mentre fino a qualche decennio fa rappresentavano un indispensabile strumento di lavoro agricolo e familiare, adesso sono quasi esclusivamente un elemento ornamentale ed un oggetto da regalo. I cestini che riportano il marchio collettivo della Camera di commercio sono realizzati a Sinnai, esclusivamente a mano, nel rispetto della tradizione tanto nella scelta dei materiali quanto nelle tecniche di lavorazione.
La filigrana è la modalità di lavorazione dell'oro e dell'argento che consiste nell'intreccio di due fili sottili. Nella lavorazione della filigrana si rivelano le doti dell'orafo che deve essere abile artista e padrone della tecnica. L'abile artigiano di filigrana sarda lavora necessariamente a mano il gioiello. La simbologia dei disegni ha le sue origini nella tradizione, nella storia e nella cultura sarda. Gli oggetti in filigrana che riportano il marchio della Camera di commercio sono realizzati con modalità e attrezzature artigianali, con laboriose e precise operazioni manuali, che talora possono dar vita ad una rielaborazione soggettiva e artistica di forme e dettagli.
L'artigianato tessile di Villamassargia offre arazzi, biancheria, complementi di arredo, coperte, copriletti, tappeti. Tutti gli oggetti riportano motivi decorativi tradizionali, legati al mondo animale, vegetale ed alla vita quotidiana, come uccelli di differenti forme e dimensioni, diversi tipi di piante, foglie, fiori, tralci di vite, ostensori, scene di ballo e motivi geometrici. La lavorazione è effettuta con telai orizzontali manuali, di più antica concezione, o con telai elettrici. I materiali adoperati sono la lana di pecora, il cotone ed il lino. Fra le tecniche di lavorazione ricordiamo quella ad acini o pibionis (la tessitrice forma dei grani in rilievo che fanno risaltare i decori), quella a su sceràu (la tessitura contemporanea della tela e della decorazione) e quella a su pei (che utilizza due spole di lana: una si mantiene per tutto il manufatto e forma il colore di fondo, l'altra, di volta in volta di colore diverso, forma una striscia con varie geometrie).

