Sportello Rintracciabilità Agroalimentare
Promuovere l'adozione dei sistemi di rintracciabilità nella filiera produttiva ortofrutticola, integrando gli obblighi di legge con le norme volontarie. È questo l'obiettivo che il Centro Servizi Promozionali per le Imprese si è posto con il progetto "Agroalimentare e Qualità". Due le linee di intervento: innanzi tutto la definizione di modelli di riferimento per i sistemi di rintracciabilità di filiera, e poi la diffusione della cultura della rintracciabilità fra le imprese.
La prima parte del lavoro avrà come risultato finale la pubblicazione - ormai imminente - di una linea guida che illustrerà, con un'impostazione molto pratica, gli elementi da tenere sotto controllo nelle aziende ortofrutticole ed i sistemi per operare tali verifiche.
Il documento è stato elaborato in collaborazione con il DINTEC, una società consortile tra Unioncamere ed ENEA per la promozione della cultura della certificazione e della qualità.
La seconda fase del progetto dovrà far conoscere alle imprese della filiera il modello proposto, sia con l'implementazione della linea guida in alcune aziende pilota, sia con l'organizzazione di seminari e convegni dedicati ai temi della rintracciabilità nel settore ortofrutticolo.
Le esperienze delle aziende pilota saranno una parte importante degli incontri informativi, per illustrare in modo estremamente concreto gli obblighi ed i vantaggi connessi alla certificazione. L'individuazione di queste aziende - una delle fasi più significative del progetto - è stata fatta in collaborazione con la Coldiretti, attraverso una griglia di criteri di selezione basati, tra l'altro, sulla rappresentatività delle specifiche produzioni nella provincia di Cagliari. In base ai criteri definiti sono state selezionate, per il primo anno, la Cooperativa Agrumicola Sarrabus e la Cooperativa Agricola Ortofrutticola Villasor.
Il prossimo obiettivo da raggiungere è rafforzare il legame tra territorio e produzione tramite lo strumento della certificazione, rendendo sempre più riconoscibile di fronte ai consumatori la provenienza di queste produzioni, simbolo di un territorio e delle sue tradizioni produttive più radicate. Le due aziende, motivate a incamminarsi sulla strada che conduce ad un miglioramento delle condizioni produttive, e, complessivamente, della qualità e sicurezza delle proprie produzioni, hanno accettato con entusiasmo la proposta di aderire al progetto. Con loro si sta definendo, grazie all'intervento di professionalità qualificate messe a disposizione dal Centro Servizi (con lo Sportello Rintracciabilità Agroalimentare) e dalla Coldiretti, l'applicazione delle linee guida per la rintracciabilità di filiera sulla base della norma volontaria UNI 10939.
Rintracciabilità e certificazione
Negli ultimi anni la rintracciabilità è divenuta oggetto di particolare attenzione tra gli imprenditori e i consumatori per i suoi stretti legami con le questioni della sicurezza alimentare e della certezza sull'origine dei prodotti. La materia è stata disciplinata anche dal legislatore europeo con il Regolamento 178/2002 (entrato in vigore il 1º gennaio 2005) che obbliga le aziende a dotarsi di opportune procedure per individuare con precisione sia i fornitori dei prodotti in ingresso, sia la destinazione delle merci in uscita. La norma precisa inoltre quali siano i prodotti da tracciare e per quanto tempo sia necessario conservare le relative registrazioni.
Il Regolamento 178/2002, accolto da molti come un aggravio dei costi per le imprese, di fatto si può trasformare in un vantaggio competitivo, rivelandosi un'occasione per migliorare gli aspetti organizzativi interni e puntare sulla qualità delle produzioni e sul valore aggiunto dato dal loro legame col territorio. Ma per poter assicurare questo valore aggiunto alle produzioni del settore ortofrutticolo, e, soprattutto, per poterlo spendere in una efficace campagna di marketing, non è sufficiente ottemperare agli obblighi di legge. È necessario invece andare oltre e puntare sugli strumenti volontari rappresentati dalla certificazione delle filiere agroalimentari.
La certificazione della rintracciabilità di filiera avviene a fronte della norma UNI 10939. Questa norma, emessa dall'Ente Nazionale di Unificazione, enuncia i principi e specifica i requisiti che consentono di individuare quali elementi un sistema di rintracciabilità deve comprendere e, naturalmente deve documentare. La certificazione avviene a seguito di una verifica ispettiva, o audit, svolto da uno degli Enti di Certificazione abilitati per questo settore. Se la verifica, che viene naturalmente estesa alle componenti della filiera, è superata con successo, l'Ente di Certificazione rilascia la certificazione.
